“Paradiso”

(regia di Babilonia Teatri)

con Enrico Castellani, Daniele Balocchi, Amer Ben Henia, Joice Dogbe, Josephine Ogechi Eiddhom

collaborazione artistica Stefano Masotti

musiche Marco Sciammarella, Claudio Damiano, Carlo Pensa ( Allegro Moderato)

luci / audio Babilonia Teatri / Luca Scotton

direzione di scena Luca Scotton

produzione Babilonia Teatri, La Piccionaia centro di produzione teatrale |

coproduzione Mittelfest

col sostegno di Fondazione Alta Mane Italia

residenza artistica La Corte Ospitale, Orizzonti Festival

un progetto di Babilonia Teatri e ZeroFavole

organizzazione Alice Castellani

scene Babilonia Teatri

costumi Franca Piccoli

Paradiso locandina
“Un giorno ci siamo svegliati e ci siamo accorti che a fianco alle nostre vite ne correvano delle altre. Correvano su binari paralleli, a pochi metri da noi, ma era evidente che I nostri binari e I loro non si sarebbero mai incontrati.

Abbiamo tirato il freno a mano, inscenato un posto di blocco, piegato le rotaie con le mani, con le pietre e con la testa e alla fine ci siamo scontrati.

Paradiso fotografa questo scontro.

Paradiso dà voce a tre ragazzi minorenni che vivono ospiti di una comunità per minori in affido ai servizi sociali.

Paradiso racconta come le loro vite incarnino per noi l’idea di un Paradiso negato.

Se Paradiso è sinonimo di purezza credo che l’infanzia dovrebbe essere il Paradiso di ognuno, il momento in cui poter vivere la propria purezza, prima di sporcarsi e corrompersi.

Paradiso racconta di chi non ha avuto la possibilità di vivere la propria purezza perchè qualcuno di molto vicino non gliel’ha permesso.

Racconta di come il Paradiso stia prima.

Prima di perderlo.

Racconta di chi l’ha perso troppo presto ed ora lo rivuole indietro.

Rivuole tutto quello che gli spettava. Con gli interessi e la mora.

Racconta qualcosa che non è facile raccontare.

Ma lo racconta lo stesso.

Paradiso ha il suo fascino nel suo sovraumano tentativo di raccontarci l’inenarrabile, l’immemorabile e l’incomprensibile.

Un grembo sonoro accompagna il racconto.

Segue e determina le onde dello spettacolo.

Il set musicale è elettronico e tutti i suoni vengono filtrati attraverso un computer. Sono suoni spesso acidi che diventano anima e corpo del nostro Paradiso negato.

Paradiso chiude la nostra personale trilogia dantesca: Inferno (2015), Purgatorio (2016), Paradiso (2017).
I tre spettacoli hanno come tratto comune sia la completa libertà con cui ci siamo avvicinati alla materia dantesca, sia la scelta delle persone che abitano i diversi spettacoli.
Inferno e Purgatorio hanno come attori Enrico Castellani di Babilonia Teatri e nuclei diversi dell’associazione ZeroFavole di Reggio Emilia, mentre per la creazione di Paradiso a loro si aggiungeranno alcuni componenti dell’Orchestra Allegro Moderato di Milano.

Il Paradiso è il luogo per antonomasia della musica. Luogo celestiale dove la musica e il canto accompagnano Dante lungo tutto il suo cammino. Da qui l’idea della musica dal vivo. Musica non come sfondo né atmosfera, ma come drammaturgia. Come attore dello spettacolo.

Paradiso si interroga e indaga le possibilità di abitare la scena attraverso mondi, corpi, voci e vissuti non conformi che crediamo possano rappresentare e raccontare un tempo, il nostro, che sfugge a qualsiasi tipo di definizione e a qualsiasi pretesa di classificazione con grande efficacia, sia da un punto di vista etico che da un punto di vista estetico.”

Enrico Castellani, Valeria Raimondi – Babilonia Teatri

foto di Sara Castiglioni